Laura, insultata e costretta a lasciare il lavoro per le continue vessazioni

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A chiedermi di pubblicare la sua storia è proprio lei, Laura (nome di fantasia), una ragazza che ha lavorato oltre 7 anni –  inizialmente in nero poi con un contratto di lavoro autonomo dissimulante, in realtà, un rapporto di natura subordinata – per un “capo” piuttosto violento. Un vero e proprio tiranno, che usava le minacce per far lavorare più ore al giorno i suoi dipendenti, che li derideva pubblicamente e li sottopagava.

 

Laura, ad un certo punto, lascia il lavoro perché stremata: non riusciva più a sopportare che ogni giorno la sua dignità venisse calpestata. Fortunatamente, dopo anni di maltrattamenti, trova il coraggio di reagire e di ricominciare a ricostruire il suo futuro professionale: “Il suo atteggiamento mi faceva sentire stupida – mi racconta riferendosi al suo datore di lavoro nel corso di una consulenza presso Avvocato del Cittadinoero diventata paranoica su tutto, ansiosa. Mi prendeva in giro, anche davanti ai clienti, mi sentivo perennemente giudicata. E sia con me che con altri colleghi era spesso iper aggressivo, bestemmiava, ci insultava, ci trattava come delle bestie. Appena ho lasciato il lavoro sono stata male, avevo una bassissima considerazione di me perchè mi vedevo con i suoi occhi oramai. Poi, grazie all’aiuto ricevuto dai miei cari e dai professionisti che mi stanno seguendo, ho ripreso sicurezza, ora sto bene e lavoro per una società che mi tratta benissimo. Ho avuto il mio riscatto”.

 

La ragazza è tuttora in cura presso Centro per la valutazione del danno biologico da patologie mobbing compatibili della Asl di Roma D e, attraverso la nostra associazione, ha la volontà non solo di richiedere al datore di lavoro tutte le spettanze retributive che non le sono state corrisposte in questi anni, ma anche un risarcimento per il danno non patrimoniale patito.

 

Ascoltiamo spesso storie di maltrattamenti, di turni disumani: purtroppo, il lavoratore, per mantenere il posto di lavoro si costringe a sopportare condizioni assurde ed a vivere quotidianamente in un clima di soggezione psicologica. Eppure, attraverso adeguato aiuto, è possibile denunciare le vessazioni e, con percorsi di assistenza, anche riacquistare fiducia in sé stessi, visto che spesso le vessazioni riescono a demoralizzare i lavoratori, a renderli insicuri e – nei casi più gravi- addirittura a provocargli attacchi di panico.

 

Per una consulenza con lo sportello lavoro di Avvocato del Cittadino occorre chiamare allo 06.45433408 e fissare un appuntamento con i professionisti che si occupano della materia presso la sede dell’ente. Per segnalazioni scrivere a info@avvocatodelcittadino.com( c.a. blog avv. Emanuela Astolfi)

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