Maternità, dimissioni e Naspi: una cosa da sapere

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Purtroppo ad Avvocato del Cittadino ascoltiamo sempre più spesso storie di lavoratori vessati che non percepiscono la retribuzione o sono vittime di un ingiustificato demansionamento. Ebbene, in questi casi – come in tutte le altre fattispecie in cui ricorrono i presupposti  – è possibile dimettersi per giusta causa e accedere all’indennità di disoccupazione (Naspi).
La Naspi può essere percepita dal lavoratore che perde involontariamente il posto di lavoro   (dunque anche per dimissioni per giusta causa) e possegga i requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla legge. Tuttavia c’è un eccezione: la Naspi, che generalmente non spetta se ci si dimette volontariamente viene invece riconosciuta alla madre lavoratrice che lascia – volontariamente – il lavoro perché ha bisogno, per esempio, di assistere il figlio. Le dimissioni durante il periodo tutelato dalla maternità possono essere presentate in un termine che va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del neonato (12 mesi dalla nascita).
La nostra associazione, anche attraverso la convenzione con un patronato, offre la possibilità ai soci di ricevere consulenze legali ed assistenza per le dimissioni. Per chi ha la necessità, è anche possibile atraverso una semplice procedura online, ottenere la lettera di dimissioni per giusta causa da inviare al datore di lavoro a seguito della rassegnazione delle dimissioni online

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