Elena, 5 mesi senza assegno di mantenimento. Ora la paga il datore di lavoro del marito

E’ possibile superare liti e scavallare il coniuge inadempiente: ad Avvocato del Cittadino, solo nell’ultimo mese, 10 donne hanno chiesto tutela per il mancato rispetto delle condizioni economiche della separazione

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Elena ha due figlie. Si è separata 10 anni fa. Il marito – anche se a singhiozzo – ha sempre versato mensilmente alla donna, per il mantenimento delle figlie, 700 euro mensili, così come stabilito nell’accordo di separazione.
5 MESI SENZA ASSEGNO DI MANTENIMENTO – Per 5 mesi, il marito di Elena, smette di versare il contributo economico in favore delle figlie. Dice di avere troppe spese, che rimedierà, che riuscirà a rimettersi in paro. Nel frattempo, Elena, che percepisce una retribuzione di 1.200 Euro al mese, sostiene per le ragazze tutte le spese necessarie, privandosi di ogni cosa pur di non far pesare su di loro l’inadempimento del padre. Ma 1.200 euro sono pochi per pagare le gite (perché neanche il 50% delle spese straordinarie le vengono corrisposte dal consorte), la palestra, le visite mediche per la  figlia maggiore che segue una terapia dermatologica, i vestiti e le comuni spese che due ragazze adolescenti, quando escono con le amiche, abitualmente sostengono.
COSA FARE PER OTTENERE IL PAGAMENTO DEL MANTENIMENTO – Elena si è rivolta ad Avvocato del Cittadino per risolvere la situazione, divenuta ormai ingestibile ed insostenibile dal punto di vista economico. Nel suo caso, è stato possibile trovare un accordo con il marito che, riconoscendo i suoi errori, ha invitato anche il suo datore di lavoro a sottoscrivere una scrittura privata nella quale è prevista la corresponsione diretta del mantenimento: in sostanza, direttamente la società per cui lavora il marito di Elena, versa alla signora 700 euro mensili (decurtandoli dallo stipendio dell’uomo). Tuttavia, in generale, anche se il coniuge non è disponibile a trattative è possibile superare liti chiedere giudizialmente che sia direttamente il datore di lavoro (o l’ente di previdenza se il coniuge è in pensione) a pagare quanto stabilito nelle condizioni di separazione. La norma di riferimento è l’art. 156 del codice civile. Per i coniugi aventi diritto alla corresponsione di un assegno di mantenimento per sé o per i figli è possibile ottenere da parte del datore di lavoro del coniuge obbligato al pagamento (o di un terzo che e’ tenuto periodicamente al pagamento di somme di denaro) il versamento diretto dell’importo dovuto nel caso in cui il coniuge obbligato sia inadempiente. Il coniuge avente diritto puo’ anche chiedere il sequestro di beni o somme dell’obbligato inadempiente.
Per una consulenza con i professionisti di Avvocato del Cittadino, è possibile fissare un appuntamento attraverso i contatti qui riportati

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