Estetista: una tra le figure professionali più sfruttate sul lavoro

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E’ normale lavorare 8 ore al giorno e percepire 500 euro al mese?” A chiedermelo è una giovane estetista, ovviamente sotto inquadrata, che – sotto la minaccia del licenziamento – viene invitata a prestare la propria attività lavorativa senza pausa e per il doppio delle ore previste nel suo contratto (part time!). Ma non è l’unica: mi capita sempre più di frequente di ricevere allo sportello lavoro di Avvocato del Cittadino persone che lavorano in centri estetici e che mi riferiscono assurde storie di sfruttamento. Sfruttamento che non avviene in piccoli e marginali negozi di periferia ma in prestigiosi istituti di bellezza siti in quartieri di pregio, nel cuore della Capitale.

 
LE STORIE – L’assurdità è che a volte anche lavoratrici che non possiedono la qualifica professionale di estetiste vengono costrette, sempre sotto la minaccia del licenziamento, a svolgere mansioni che non potrebbero fare, come massaggi o – ancora peggio – trattamenti o depilazioni con luce pulsata. Tra le tante, è emblematica la storia di una giovane estetista, regolarmente assunta da un centro estetico come direttrice tecnica che, dopo circa un mese di attività, è stata invitata dai suoi capi a non andare più al lavoro ed a mantenere la sua qualifica di direttrice: “mi hanno detto stai a casa e ti paghiamo metà dello stipendio, ci serve sono formalmente inserire una responsabile del centro ma in realtà con sei affatto utile” ha raccontato. La ragazza ha deciso di dimettersi perché non poteva, materialmente, svolgere il suo lavoro, ossia controllare le attività del centro e garantire la propria presenza durante lo svolgimento  dei trattamenti di estetica: insomma, serviva al centro solo come prestanome.

 
COSA FARE – Purtroppo, sempre più spesso i lavoratori subiscono in silenzio e si presentano ad Avvocato del Cittadino quando è tardi, quando oramai si sono già dimessi ed hanno sottoscritto delle conciliazioni. Se invece ci sono delle anomalie sul posto di lavoro, bisogna subito parlarne con un legale di fiducia e denunciare i fatti all’Ispettorato del lavoro e quindi favorire le ispezioni e l’emersine degli illeciti. Di frequente, poi, molti lavoratori  perdono l’indennità di disoccupazione perché si lasciano trascinare dall’istinto e presentanodimissioni senza rappresentare la giusta causa.

 
CONTEGGI DI LAVORO – Prima di chiudere una controversia e fondamentale effettuare un conteggio di lavoro. Se c’è un sottoinquadramento, un contratto riferito ad un orario settimanale inferiore rispetto a quello effettivamente svolto, non ci si deve accontentare di una liquidazione sottostimata. Presso la sede di Avvocato del Cittadino è possibile per i soci  richiedere il conteggio a tariffe agevolate (25 euro ad anno di lavoro) o usufruire della convenzione per i conteggi on line per tutta Italia. Il lavoratore, solo dopo aver conosciuto quelle che sono le effettive spettanze che deve percepire può pensare di concludere una trattativa

 

 
Per una consulenza con Avvocato del Cittadino, chiama l’associazione dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:30 allo 06.45433408. Per chi vuole segnalarmi storie di sfruttamento sul lavoro può scrivere a info@avvocatodelcittadino.com (oggetto: c.a. blog avv Astolfi)

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