Separazione: come si determina la congruità dell’assegno di mantenimento?

In un recente post abbiamo visto come il mantenimento del tenore di vita dellmantenimento-marito1’ex coniuge è un principio ancora valido nell’ambito della separazione. L’articolo ha destato molta curiosità ed in molti mi avete scritto per chiedermi informazioni su come si fa a determinare l’importo dell’assegno di mantenimento. Rispondo a tutti pubblicamente con questo post, anche considerando che l’argomento è richiestissima allo Sportello Famiglia di Avvocato del Cittadino

 
IMPORTO DELL’ASSEGNO – La congruità dell’assegno di mantenimento va determinata non solo valutando i redditi dell’obbligato “ma anche altre circostanze non indicate specificatamente, né determinabili a priori, ma da individuarsi in tutti quegli elementi fattuali di ordine economico, o comunque apprezzabili in termini economici, diversi dal reddito dell’obbligato, suscettibili di incidere sulle condizioni economiche delle parti“, come ha chiarito dall’ordinanza della Cassazione del 9 febbraio 2015, n. 2445 . Dunque,  per determinare l’importo dell’assegno di mantenimento, debbono essere considerate le complete disponibilità dell’onerato, non solo il reddito (es. proprietà immobiliari, disponibilità conto corrente, ecc).

 
MANTENIMENTO DEL TENORE DI VITA – La sopra citata ordinanza chiarisce poi che “Il giudice nella determinazione dell’assegno di mantenimento deve avere quale indispensabile elemento di riferimento ai fini della valutazione di congruità dell’assegno, il tenore di vita di cui i coniugi avevano goduto durante la convivenza, quale situazione condizionante la qualità e la quantità delle esigenze del richiedente, accertando le disponibilità patrimoniali dell’onerato e, a tal fine, il giudice non può limitarsi a considerare soltanto il reddito (sia pure molto elevato) emergente dalla documentazione fiscale prodotta, ma deve tenere conto anche degli altri elementi di ordine economico (Cass. civ., sez. I, n. 9915 del 24 aprile 2007)

 
ISPEZIONI PER ACCERTARE REDDITI E PATRIMONIO DEL CONIUGE –  Eventuali lavori in nero, conti correnti non dichiarati, ecc possono essere scovati grazie alle indagini patrimoniali della polizia tributaria: quindi anche se il coniuge è un/una llibero professionista, è possibile conoscere l’effettivo giro d’affari attraverso apposite indagini, qualora il giudice lo ritenga opportuno

 
Per una consulenza con il nostro sportello famiglia, potete chiamare allo 06.45433408 per un appuntamento . Per segnalazioni, scrivetemi a info@avvocatodelcittadino.com (c.a.- avv Astolfi – blog)

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